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L’ennesimo fermo della esecuzione dei provvedimenti di rilascio nei confronti di alcune categorie di conduttori “mortifica” i diritti dei piccoli proprietari di Giacomo Carini


By Andrea - Posted on 04 March 2010

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Si riteneva che FINALMENTE si fosse posta la parola fine all’indecente sistematico blocco degli sfratti che si protrae ininterrottamente da ben DIECI ANNI.
Invece, sia pure con un certo ritardo rispetto alla precedente scadenza, il PARLAMENTO ITALIANO, nel convertire in legge il D.L. n. 194 del 2009 (il cosiddetto decreto mille proroghe) ha introdotto “di soppiatto” al comma 7/bis dell’art. 5 UN EMENDAMENTO ed ha previsto UNA NUOVA SOSPENSIONE di alcune procedure di rilascio di immobili ad uso abitativo fino al 31 dicembre 2010.
Ormai non vi sono più parole per definire il comportamento DI TUTTI i governi che si sono succeduti i quali PALESEMENTE INCAPACI di risolvere i problemi DI POCHE MIGLIAIA DI INQUILINI a basso reddito li addossano sistematicamente, con provvedimenti ILLEGITTIMI e PALESEMENTE INCOSTITUZIONALI (vedesi in proposto la sentenza n. 155 del 24/28 maggio 2004 che reiterò i principi di altre precedenti decisioni), sulle SPALLE dei piccoli proprietari di immobili o, perlomeno, su quelli che hanno LA SFORTUNA di avere un conduttore appartenente alle “categorie disagiate”.
A costoro non rimane che “ingrossare” la già folta schiera di chi tenta il ricorso all’Autorità Giudiziaria per ottenere la condanna dello STATO ITALIANO al RISARCIMENTO DEI DANNI subiti e subendi per la violazione del principio della “ragionevole durata del processo” che si estende anche alla fase esecutiva, e sperare che la ulteriore sospensione (credo sia la venticinquesima) sia veramente l’ULTIMA anche per un auspicabile intervento della Corte Costituzionale cui l’UPPI farà subito ricorso.
Nelle more è opportuno cercare di interpretare la normativa regolamentatrice del nuovo blocco.
La legge di riferimento è sempre la numero 9 dell’8 febbraio 2007
“LIMITI ALL’APPLICAZIONE”
1) solo per i titoli di rilascio per FINITA LOCAZIONE.
2) NEI COMUNI CAPOLUOGO DI PROVINCIA.
Nei comuni con esso confinanti.
Nei comuni definiti con delibera CIPE n. 87 del 2003 “Ad alta tensione abitativa”.
3) A favore degli inquilini – sfrattandi il cui “reddito annuo lordo complessivo riguardante l’INTERO NUCLEO FAMILIARE sia inferiore ad Euro 27.000,00, a condizioni che:
a) siano od abbiano nel proprio nucleo familiare una persona ultrasessantacinquenne;
b) o siano od abbiano un familiare “malato terminale”;
c) o siano od abbiano un familiare portatore di handicap con invalidità superiore al 66%;
d) abbiano figli (più di uno) FISCALMENTE A CARICO;
e) non siano “in possesso” di altra abitazione ADEGUATA AL NUCLEO FAMILIARE.
COME SI OTTIENE
La sospensione dell’esecuzione scatta automaticamente previa presentazione “alla cancelleria del giudice dell’esecuzione” ovvero a mani dell’Ufficiale Giudiziario competente una AUTOCERTIFICAZIONE redatta con le modalità di cui agli articoli 21 e 38 del DPR n. 445/2000 ATTESTANTE LA SUSSISTENZA DEI REQUISITI RICHIESTI DALLA LEGGE.
È data la facoltà al locatore di contestare l’esistenza dei requisiti richiesti per la sospensione FACENDO ricorso al GIUDICE DELL’ESECUZIONE. Avverso il provvedimento di quest’ultimo si può proporre opposizione al Tribunale in sede collegiale.
DIRITTI DEL LOCATORE
A) PUO’ RICHIEDERE AL GIUDICE DELL’ESECUZIONE LA DECADENZA DEL CONDUTTORE DALLA SOSPENSIONE (quindi nell’ipotesi in cui sia stata concessa) qualora l’inquilino si sia RESO MOROSO (anche nel pagamento dell’indennità risarcitoria del 20%) con possibilità del conduttore di sanare la morosità anche innanzi al Giudice.
B) Può ottenere la “NON APPLICABILITA’ della sospensione qualora dimostri, con dichiarazione autocertificata, di trovarsi sulle stesse condizioni richieste all’inquilino per beneficiare del blocco OVVERO DI AVERE NECESSITA’ SOPRAVVENUTA di OTTENERE LA PROPRIA ABITAZIONE.
BENEFICI FISCALI
Ai proprietari “vittime del blocco” è stato dato il contentino dell’esenzione del reddito dell’immobile interessato dallo imponibile ai fini IRPEF con POSSIBILITA’ per i comuni di prevedere anche aliquote ridotte ai fini dell’ICI.

Giacomo Carini
Presidente Nazionale UPPI

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