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GIU’ LE MANI DALLA PRIMA CASA!!


By Andrea - Posted on 17 October 2011

«Sarebbe necessaria una riflessione sull’opportunità di reintrodurre l’abitazione principale fra gli immobili soggetti a imposta, in particolare all’ICI» Questa è stata l’affermazione di Daniele Franco, capo della Ricerca Economica della Banca d’Italia, nel corso di una audizione al Senato la scorsa settimana.
In estate già è stata ventilata l’ipotesi di una nuova tassazione della prima casa di abitazione, applicando l’aliquota del 20% alla rendita catastale rivalutata, a cui sarà assoggettata l’aliquota progressiva Irpef, le addizionali comunali e regionali.
La nota dolente potrebbe essere, (come previsto dalla manovra di inizio luglio 2011, che taglia deduzioni e detrazioni) l’abbattimento della deduzione della rendita catastale della casa di abitazione che, appunto, dovrebbe o potrebbe ridursi dall’attuale 100% all’80%. In altri termini: per un appartamento di circa 75 mq. si dovrà sborsare una cifra che va tra circa 50 euro a 90 euro, naturalmente ragguagliando il tutto in base alla rendita catastale dell’immobile, oppure la reintroduzione dell’ICI sulla casa di abitazione “l’opportunità” proposta da Daniele Franco.
L’evoluzione normativa sulla riduzione della tassazione della prima casa è partita con il Governo Amato che nel 2000 ne dispose l’esenzione dall’Irpef . Vi fu poi il Governo Prodi che nel 2007 abolì l’ici sulla prima casa per circa il 40% degli italiani; il Governo Berlusconi nel 2008 completò l’opera lasciando imponibili solo le ville e le abitazioni signorili.
Se si seguirà questo principio, ancora una volta le tasse sulla casa, invece di diminuire, aumenteranno.
La mannaia si abbatterà sull’80% delle famiglie italiane proprietarie della prima casa di abitazione: ma stiamo scherzando?
Perché ancora colpire chi ha saputo risparmiare e che ha investito nel mattone?
Perché colpire chi ha fatto o sta facendo sacrifici per pagare il mutuo sulla prima casa?
Perché colpire chi contribuisce a salvare l’economia italiana, perché ha creduto nel bene casa e che sul bene casa ha fondato i propri sacrifici facendone base della propria cultura?
Perché colpire chi non ha completamente creduto negli investimenti mobiliari (titoli azionari od obbligazionari) che in tanti casi, poi, si sono rivelati investimenti in castelli di sabbia?
Ricordino i politici che, se la nostra economia sta galleggiando, è anche merito dell’italiano che ha investito nel mattone e non ha bruciato i propri risparmi, come invece hanno fatto cittadini di altri paesi che dalla mattina alla sera si sono trovati con un pugno di mosche in mano!
La nostra Associazione si è sempre battuta per l’esenzione totale da qualsiasi imposta presente e futura sulla casa di abitazione del proprietario ed in particolare del PICCOLO PROPRIETARIO.
SOSTENETECI ed evviva l’UPPI!
Andrea Casarini (Presidente Provinciale UPPI BOLOGNA)

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