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L’UPPI, Unione Piccoli Proprietari Immobiliari, non ci sta. Chiama a far quadrato il popolo dei piccoli proprietari e promette battaglia.


By Andrea - Posted on 14 January 2013

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Sarà pure un caso, ma nel momento in cui il governo avrebbe dovuto mettere a punto i provvedimenti per arrivare alla tanto agognata riduzione della spesa pubblica, il Presidente del Consiglio presenta le dimissioni.
Questo vuol dire che il prossimo Governo, non essendo state ridotte le vertiginose e vergognose spese della pubblica amministrazione, manterrà il livello dell’IMU allo stato attuale.
Noi non ci stiamo!
Il 17 dicembre pagheremo la seconda rata, e i piccoli proprietari immobiliari saranno chiamati, loro, che assolutamente non hanno responsabilità alcuna, a contribuire in maniera determinante al ripianamento del deficit dello stato.
Ma i piccoli proprietari intendono ancora una volta subire senza reagire?
Assolutamente NO !!
Anni di pace sociale uniti ad un quadro della legislazione in materia di locazioni equilibrato, risultato di anni di battaglie sindacali che ci hanno visto protagonisti e soddisfatti per il risultato ottenuto, paiono avere attenuato, agli occhi dei nostri governanti, il ruolo i sindacati della proprietà immobiliare e la politica ne approfitta.
Ora però il momento è grave e non più tollerabile.
L’IMU a questi livelli può definirsi un esproprio di una parte non marginale dell’unità immobiliare e non può continuare così. Ed è ancora più grave perché avviene nel momento in cui il mercato immobiliare è in piena crisi: il colpo può, in molti casi, diventare fatale e causare la perdita dell’intera proprietà, perché non si è in grado e nelle condizioni economiche di pagare le tasse.
I motivi del dissesto finanziario dello stato sono noti a tutti, eppure i colpevoli, continuano a vivere nei loro privilegi, e non vogliono trovare soluzioni alternative alla facile tassazione della proprietà immobiliare incidendo in maniera insostenibile nell’economia personale dei cittadini.
L’evasione fiscale?
La lotta all’evasione fiscale, così indiscutibilmente condivisibile, sta diventando, per come è perseguita, l’incubo anche di chi si comporta e produce secondo le regole. Stanno rendendo sempre più difficile pure la semplice osservanza delle regole fiscali. Il nostro sta diventando uno Stato di Polizia e non più uno Stato di Diritto. Ma se siamo arrivati al punto di scoprire che interi settori produttivi evadevano sistematicamente, prima miliardi di lire e poi milioni di Euro, non può certo esserne colpa del piccolo proprietario, del commerciante o dell’imprenditore i quali magari non sono in grado di pagare le tasse perché l’economia italiana e mondiale è in recessione o per fallimenti di terzi o perché lo stato non li paga?
Ma chi ha permesso questo?
La politica e l’apparato pubblico inefficiente, spesso corrotti e collusi come si è dovuto purtroppo constatare ,si sono arricchiti assieme a coloro che hanno rubato con appalti pompati ed evaso impunemente, sapendo di essere coperti dall’alto.
Questi sconsolanti e raccapriccianti motivi giustificano una protesta dura, decisa e priva di remore.
La categoria dei piccoli proprietari non può continuare a subire senza reagire a coloro che oggi appaiono come veri e propri gabellieri, e che, quando ritornano a palazzo, continuano a sprecare ripartendosi il “bottino”, in forma di stipendi, rimborsi spese o premi di produzione; sicuri che, tanto, potranno ritornare a fare razzia di dignità e denaro senza problemi. E’ il momento di reagire, fermi e convinti di essere dalla parte della ragione.
L’UPPI ha sedi in tutta Italia ed è in grado di organizzare la protesta di piazza e mediatica. Le nostre sedi sono a disposizione di tutti coloro che sono arrivati al limite della sopportazione e vogliono difendere la loro proprietà dall’esproprio. Andremo a votare chi ci garantirà una tassazione equa.
Questo è il momento giusto per far quadrato e far valere i nostri diritti.

IN VISTA DELLE PROSSIME ELEZIONI l’Unione dei Piccoli Proprietari Immobiliari chiede FIN D’ORA a coloro che si candideranno di impegnarsi a sostenere, se eletti, le seguenti iniziative:

• abolizione dell’IMU sulla prima casa;
• riduzione delle aliquote IMU;
• non tassabilità dei canoni di locazione (abitativo ed uso diverso) non percepiti;
• Abbattimento forfetario del 15% per tassazione dei canoni percepiti.
• Un sistema di pubblicità obbligatorio, a mezzo internet ed accessibile a tutti, nel quale le singole amministrazioni pubbliche devono indicare le attività e le iniziative svolte dirette alla riduzione delle spese relative al proprio funzionamento ed alla propria attività.

Ing. Valerio Lastrucci
Segretario UPPI Venezia - Mestre

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Protesta IMU_0.pdf22.78 KB

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