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REINTRODOTTA LA MEDIAZIONE


By Andrea - Posted on 30 September 2013

E’ stata reintrodotta la mediazione civile e commerciale dalla legge di conversione del decreto-legge cd. del Fare (legge 9 agosto 2013 n. 98, pubblicata nella Gazzetta ufficiale n. 194 del 20 agosto 2013).
Il d.l. 21 giugno 2013, n. 69 (cd. decreto del Fare) aveva già modificato il d.lgs. 4 marzo 2010 n. 28, dopo che la sentenza 272/2012 della Corte Costituzionale ne aveva dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 5, comma 1, per violazione degli artt. 76 e 77 Cost per eccesso di delega legislativa, nella parte in cui aveva previsto il carattere obbligatorio della mediazione. In pratica l’istituto nato come rimedio per cercare di diminuire il numero dei procedimenti, aveva finito non solo di provocare una serie di incertezze ed un aggravio di costi per i cittadini.
Incredibilmente è stata reintrodotta l’obbligatorietà della mediazione civile e commerciale, individuandola quale condizione di procedibilità per la proposizione di domande giudiziali in numerose controversie, anche se in una versione sperimentale e temporanea, per i prossimi quattro anni. Le materie nelle quali la mediazione è condizione di procedibilità sono state quasi tutte confermate così come era stato disposto nel D.lgs. 28/2010: condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante da responsabilità medica e sanitaria diffamazione a mezzo stampa o altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi bancari e finanziari. Sono, invece, state escluse le controversie relative alla responsabilità per danno da circolazione stradale. Le maggiori novità sono: riduzione dei tempi di conclusione del procedimento di mediazione da quattro a tre mesi; riconoscimento per gli avvocati del ruolo di mediatori, riduzione dei costi del procedimento, intervento obbligatorio dei difensori delle parti ed una riduzione della misura del compenso per il mediatore, competenza territoriale degli organismi di mediazione, necessità dell’assistenza dell’avvocato nei casi di mediazione obbligatoria, efficacia esecutiva dell’accordo di conciliazione. Ritorna così la mediazione come condizione di procedibilità della domanda giudiziale, ma in una versione temporaneamente limitata e monitorata. Assurge comunque a ruolo importante l’avvocato, il quale accompagna e segue la parte durante la mediazione fino alla redazione del verbale di accordo, detto verbale sottoscritto dai professionisti e dalle parti potrà essere omologato dal presidente del tribunale e costituirà titolo esecutivo per esecuzione forzata l’esecuzione in forma specifica e per l’iscrizione ipotecaria giudiziale. La procedura prevede un primo incontro che sarà “esplorativo” e non oneroso per le parti, che potranno indicare la loro intenzione di procedere nella mediazione o la loro eventuale indisponibilità, senza versare alcun compenso all’organismo di mediazione. Infine, è stata introdotta anche una mediazione imposta dal giudice che resta esclusa dai vincoli di contenuto e di tempi della sperimentazione; nei poteri istruttori del giudice è stata inserita la possibilità che lo stesso imponga alle parti di esperire la mediazione. L’art 5 comma II del suddetto DL n. 69/2013 dispone “Il giudice, anche in sede di giudizio di appello, valutata la natura della causa, lo stato dell'istruzione e il comportamento delle parti, può disporre l’esperimento del procedimento di mediazione. Il provvedimento di cui al periodo precedente indica l’organismo di mediazione ed è adottato” prima dell'udienza di precisazione delle conclusioni ovvero, quando tale udienza non è prevista, prima della discussione della causa. Il giudice fissa la successiva udienza dopo la scadenza del termine di cui all'articolo 6 e, quando la mediazione non è già stata avviata, assegna contestualmente alle parti il termine di quindici giorni per la presentazione della domanda di mediazione. Il tal caso l’esperimento del procedimento di mediazione è condizione di procedibilità della domanda giudiziale”. Merita sapere che sono già stati individuati profili di incostituzionalità anche nella nuova formulazione dell’istituto.

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