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COMUNICATO STAMPA: L’U.P.P.I. CRITICA LA COMPOSIZIONE DELLE NUOVE COMMISSIONI CENSUARIE


By Andrea - Posted on 25 June 2014

Con l’approvazione, lo scorso 20 giugno 2014, dello schema di decreto legislativo in materia di composizione, attribuzione e funzionamento delle commissioni censuarie, previste dall’art. 2, comma 3, lettera a), della L. 11 marzo 2014, n. 23 (Revisione del catasto dei fabbricati), il Governo ha palesemente ignorato la vera finalità della legge di riforma fiscale che avrebbe dovuto segnare l’inizio di un nuovo rapporto tra fisco e cittadino, deludendo già dal primo atto, le attese dei cittadini proprietari di case.
L’U.P.P.I contesta la mancata possibilità per le Associazioni di categoria del settore immobiliare di designare propri rappresentanti sia nella Commissione censuaria Centrale sia nelle Commissioni censuarie locali, diritto questo riservato esclusivamente all’Agenzia delle Entrate, all’Anci e agli ordini professionali.
Grave è anche la totale mancanza di esperti tributari sia nella Commissione censuaria centrale che nelle Commissioni censuarie locali dimenticandosi che la riforma del catasto avrà inevitabili ripercussioni sulle imposte dovute dai proprietari immobiliari sui trasferimenti e sul possesso degli immobili.
L’U.P.P.I. prende atto suo malgrado che nell’epoca delle riforme urgenti e fortemente innovative, il Governo si appresta ad emanare un decreto legislativo che oltre a presentare riflessi di incostituzionalità dispone di un impianto obsoleto da cui emerge fortemente la tendenza alla centralità dello Stato e a un preoccupante ritorno alle decisioni calate dall’alto chiaramente leggibile nella formazione della commissione censuaria centrale che avrà potere decisionale praticamente su tutto con lo scopo di escludere totalmente il cittadino contribuente da ogni decisione.
Tra le attribuzioni delle commissioni censuarie non è, inoltre, prevista l’introduzione di procedure deflative del contenzioso disconoscendo in toto quanto stabilito dall’art. 2, comma 3, punto a), della Legge delega negando di fatto al contribuente la possibilità di proporsi con lo strumento dell’autotutela con l’interruzione dei termini del ricorso tributario ordinario.
L’U.P.P.I. auspica che il Parlamento ponga rimedio alle lacune di questo primo decreto per evitare che un vizio di partenza comprometta l’intero dispositivo dei prossimi decreti e per questa ragione invita il Governo e le commissioni parlamentari a convocare urgentemente l’U.P.P.I. e le altre associazioni a tutela della proprietà immobiliare.
Roma, 24 giugno 2014

Il Presidente Nazionale U.P.P.I.
Avv. Gabriele Bruyère

Per la Commissione Fiscale U.P.P.I.
Arch. Giovanni B. Varotto
Dott. Jean Claude Mochet

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