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QUARANTENNALE FONDAZIONE U.P.P.I.: discorso di chiususra del Presidente Avv. Gabriele Bruyere


By Andrea - Posted on 20 October 2014

Siamo alla fine di queste due intense giornate di convegno nelle quali si sono susseguiti importanti relatori che abbiamo apprezzato per i dotti e competenti interventi; grazie quindi a tutti i partecipanti ed ai relatori che hanno affrontato appieno il tema del convegno che ritengo sia stato particolarmente significativo nella tempistica e nei contenuti. Credo che la maniera più degna ed allo stesso produttiva di commemorare il 40° anniversario della fondazione dell’UPPI sia stata proprio quella di avere realizzato questo riuscitissimo convegno. L’Avv. Marino, da perfetto regista, ha chiamato a confrontarsi competenze e sensibilità diverse, anche dall’estero, con relatori che, come avete sentito, sono stati capaci di analizzare il quadro normativo del settore immobiliare, nei suoi molteplici aspetti, nel nostro paese e nelle diverse realtà in Europa e negli U.S.A., nonché di interpretare, anche con chiavi di lettura non convenzionali, le implicazioni e le prospettive che comporta la attuale crisi, e quali siano gli strumenti a disposizione affinché anche il nostro Paese possa garantirsi un nuovo scenario di sviluppo.
L’attenzione e l’interesse con cui il convegno è stato seguito, testimoniano senza dubbio la percezione, condivisa, della necessità di un confronto e di una responsabilizzazione che coinvolgano maggiormente i cittadini ed il mondo sindacale della società civile, come il nostro, soprattutto con l’obiettivo di aprire prospettive positive alle future generazioni. Ancora grazie quindi a tutti voi che avete seguito attenti questo convegno ed ai relatori e speakers che si sono succeduti con un ampio approfondimento di tematiche di grande attualità. Ma oggi devo e dobbiamo anche parlare dell’UPPI e dei suoi primi quarantanni. Di questi quarantanni, che sono stati molto intensi come potete anche constatare dalle fotografie che siamo riusciti a reperire e che abbiamo pubblicato sull’ultimo numero del giornale nazionale, ho cercato di cogliere lo spirito dei fondatori e di coloro che hanno messo il loro impegno per dare all’UPPI quella immagine di competenza, serietà, onestà, sobrietà e passione, legati dal buon senso e dalla intelligenza dei dirigenti che l’hanno fondata e guidata. E la fondazione è avvenuta a Genova, motivo per il quale siamo qui, per l’intuito di alcuni che avevano ravvisato la necessità, nel panorama italiano della casa, di una organizzazione nazionale quale è la nostra. L’importanza e la notorietà oggi dell’UPPI, di cui godiamo, è il risultato del quale dobbiamo essere fieri per il lavoro fatto non solo dai nostri organi direttivi originari e di quelli che li hanno sostituiti più che degnamente, ma dai nostri rappresentanti nelle numerose sedi provinciali che sono state aperte nel corso di questi anni e che sono il fulcro vitale dell’associazione. In questo momento celebrativo occorre rammentare, come ho già detto e scritto, che l’UPPI è una grande Associazione che, sino dalla sua costituzione a Genova il 18 Giugno 1974 tutela ed affianca i cittadini in tutte le problematiche relative alla casa che è un diritto costituzionalmente garantito e che deve restare tale. L'UPPI, annovera tra i suoi principi fondamentali di cui al noto Manifesto della Piccola Proprietà Immobiliare: la differenziazione tra la piccola e la grossa proprietà, la sua naturale collocazione nel movimento sindacale; il dialogo costruttivo con le organizzazioni sindacali dell'inquilinato; l'apartiticità, pur nel rispetto del rapporto dialettico e democratico verso tutti i partiti politici operanti nell'ambito della Costituzione; il collegamento diretto con gli Enti pubblici centrali e periferici per la realizzazione delle istanze della base relative ad ogni provvedimento, contingente o a lungo termine, nel settore immobiliare. E tanto l’UPPI ha operato e si è sviluppata in detti suoi principi statutari che è l’unica associazione sindacale dei proprietari immobiliari, che è stata riconosciuta essere a carattere nazionale dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali a sensi della Legge 311/73, riconoscimento che è avvenuto dopo un severo controllo di tutte le nostre sedi provinciali in tutta Italia. E l’esame del ministero è stato, senza dubbio, ampiamente superato. Tra gli scopi statutari dell’UPPI si annovera, però, anche quello di diffondere l'Unione oltre i confini nazionali per la tutela dei nostri emigrati all'estero che abbiano mantenuto interessi immobiliari in Italia. E tanto ancora l’UPPI ha operato anche all’estero che nel 1985 l’allora Presidente Avv. Nerio Marino fu invitato a Washington per pronunciare, nell'Aula Magna dell'Alta Corte Federale d'Appello degli Stati Uniti un discorso su "la proprietà immobiliare e la sua funzione sociale in Italia e negli Stati Uniti d'America"; e nel 1996 l'UPPI, in rappresentanza dell'associazionismo italiano di categoria, fu invitata dall'ONU alla seconda Conferenza mondiale sugli insediamenti umani, "Habitat II" che si tenne a Istanbul, conferendo l'incarico sempre al Presidente Marino di tenere la prolusione introduttiva dei lavori del Forum "Housing Solutions". Oggi l'Union Paneuropéenne de la Propriété Immobilière (UPPI International) è ufficialmente accreditata presso il Parlamento Europeo. Mi si permetta: non c’è confedilizia che tenga, e nemmeno altre pseudo organizzazioni che si definiscono della proprietà immobiliare. L’UPPI è una realtà ed una forza sindacale che rappresenta in tutto il territorio italiano il più considerevole ed importante numero di piccoli proprietari ed anche di proprietari di più unità immobiliari, ed è una forza anche sociale che non può mai essere trascurata nelle consultazioni per la introduzione di nuovi provvedimenti che riguardano la casa o per la modifica di quelli esistenti. Ed in effetti non lo è. L’afflusso della utenza alle nostre sedi provinciali e l’attenzione che sempre più stampa, radio e televisione ci prestano confermano che l’UPPI è divenuta una importante ed imprescindibile componente sociale su cui fare affidamento. Ciò anche perché i tecnici ed i professionisti che ne fanno parte sia a livello provinciale che nazionale sono estremamente preparati nel settore immobiliare, urbanistico e fiscale. E, ad esempio, è grazie al lavoro della nostra commissione urbanistica che proprio di recente abbiamo ottenuto un enorme successo: il Consiglio dei ministri nella riunione del 30 settembre u.s. ha modificato lo schema di decreto legislativo inserendo la possibilità per le associazioni della proprietà immobiliare di nominare un loro rappresentante in ciascuna delle 103 commissioni censuarie locali. In sostanza, ha recepito le richieste che l'UPPI aveva fatto in Commissione finanze del Senato lo scorso 1 luglio e che sono state ribadite al Presidente della Commissione Senatore Marino, presente personalmente al riuscitissimo convegno (il primo in Italia) sulla Riforma del Catasto presso il Politecnico di Torino, organizzato dall’UPPI, che si è tenuto 27 Settembre u.s., ed il Senatore le ha evidentemente recepite in toto. Che dire di più. L’Uppi è e deve rimanere sempre vitale e attiva in difesa della proprietà. Questo non è certo il momento migliore per la proprietà immobiliare, a causa della attuale situazione economica e della conseguente crisi italiana e particolarmente politica che ci coinvolge purtroppo tutti indistintamente, e dove le riforme annunciate che dovrebbero ridefinire l’assetto istituzionale del nostro Paese appaiono talmente lontane che non si riescono nemmeno ad intravedere: non c’è luce in fondo al tunnel e, meno che meno, per la casa e per i suoi problemi. Solo purtroppo estrema ed incredibile tassazione. Per questo dobbiamo essere ancora più vivaci nelle nostre iniziative in modo da renderci ancora più visibili alimentando al nostro interno l’orgoglio di essere “uppini”, e continuando a promuovere le iniziative di volta in volta più opportune in difesa dei proprietari. Nel festeggiare i nostri primi quarantanni devo ringraziare non solo i presidenti che si sono succeduti dal 1974, anche quelli che non ci sono più, i dirigenti, i tecnici, i professionisti ed i dipendenti delle varie sedi che hanno contribuito a creare questa splendida realtà che è l’UPPI; ma un particolare ringraziamento deve andare ai nostri associati per il loro attaccamento e sostegno che hanno contribuito a rendere l’UPPI l’organizzazione di categoria più importante nel nostro Paese e che ci è di sprono per continuare nel nostro impegno e nel nostro lavoro. E credo che sia sempre più il momento, maggiormente oggi, di far sentire la nostra voce, il nostro dissenso alla iniqua tassazione, ma soprattutto le nostre proposte ed in questo in tal senso ci stiamo impegnando molto, tanto che sia io che il Segretario Nazionale Avv. Pucci saremo ricevuti dal sottosegretario Ferri, a Roma, mercoledì prossimo per una serie di proposte fatte dall’Uppi, non ultima una necessaria sistemazione della nuova legge sul condominio; e pare, dico però per il momento solo pare, che finalmente sia stato recepito dal governo che la formulazione delle leggi non può essere lasciata ai funzionari dei vari ministeri, particolarmente di quelli dell’agenzia delle entrate, ma che alla loro redazione debbano partecipare necessariamente anche i veri tecnici operatori della materia. Se fosse così, e lo spero, sarebbe un piccolo passo in avanti nella riforma necessaria del nostro Paese. E per finire come dice sempre Lastrucci, e a me piace molto, un grande “VIVA L’UPPI”. Grazie a tutti e arrivederci, magari, perché no, fra quarantanni.
Il Presidente Nazionale
Avv. Gabriele Bruyère

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