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Richiesta rimborso TASI: “C’era una volta…” l’articolo 53 della Costituzione


By Andrea - Posted on 25 October 2014

Come tutte le favole che iniziano con “c’era una volta” lo si sa: finiranno tutte bene, dopo aver vinto il male od il cattivo. Questa volta però sarà durissima lottare e vincere. E’ diventata proprio una favola: mai e poi mai, nella storia della nostra Repubblica (e lo scrivo con “R” maiuscola) una imposta od una tassa, è stata dichiarata incostituzionale. Anche questa volta, comunque, ci vogliamo riprovare.
Questa volta ce l’abbiamo con la TASI.
La Tasi è la tassa che incassano i Comuni per i servizi indivisibili, per esempio: l’illuminazione pubblica, la sicurezza, l'anagrafe, la manutenzione delle strade ecc., quei servizi, cioè che non sono individuali, tipo trasporto scolastico oppure asili nido dove il cittadino, appunto, paga il servizio che usufruisce. Bene e fin qui ci siamo.
La favola, questa volta, è la seguente: “c’era una volta” la TASI che deve essere pagata dai cittadini residenti nel Comune di Bologna (come anche in tutti gli altri Comuni d’Italia), in base alla rendita catastale che il catasto ha attribuito all’immobile in cui si è proprietari e residenti. Quindi, la Tasi, è commisurata sulle rendite rivalutate delle case e non in base al reddito che ciascun contribuente possiede. Per esempio, un cittadino risiede in un appartamento con una rendita catastale di 1.000 Euro, magari è disoccupato in cassa integrazione con moglie e figli a carico, e paga la stessa cifra di quel cittadino che ha un appartamento analogo ma entrambi i coniugi lavorano e con lo stesso numero di figli a carico. E’ evidente e palese la disparità di trattamento.
Ma non è finita qui.
Abbiamo un’altra categoria di cittadini che usufruisce dei servizi del Comune, è residente, ma non pagano un “tubo”. Chi sono? Sono gli inquilini o conduttori degli immobili. In realtà la legge stabiliva che il Comune aveva la facoltà di applicare una percentuale sull’aliquota dallo 0 (zero) al 30 per cento. Sapete che aliquota ha approvato il Comune di Bologna (come tantissimi altri Comuni)? Lo 0 (zero). Gli inquilini, pur usufruendo dei servizi indivisibili non pagano nulla. Ancora una volta i bilanci dei Comuni sono finanziati dai proprietari che nella maggioranza dei casi siete proprio VOI: i PICCOLI PROPRIETARI.
Noi, allora, ancora una volta, combatteremo contro il cattivo. Come? Nella nostra rivista, troverete il modulo per la richiesta del rimborso della Tasi: costo (per ora) una raccomandata con ricevuta di ritorno, indirizza al Comune. Possibilità di rimborso: uguale a zero. Il Comune può rispondere (risponderà “picche” naturalmente) e dalla data di ricezione della risposta avrete 60 giorni di tempo per rivolgervi alla Commissione Tributaria Provinciale al fine di eccepire l’incostituzionalità dell’imposta, con le motivazioni riportate. In caso, invece, di silenzio-rifiuto, trascorsi 90 giorni, si hanno 10 anni di tempo per rivolgersi alla stessa Commissione Tributaria Provinciale.
Rivolgetevi anche alle Sedi ed alle delegazioni UPPI per ritirare il modulo della richiesta del rimborso della Tasi.
Forza facciamoci sentire: chissà se questa volta la favola finirà bene!
Andrea Casarini

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