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Da Il Sole 24 ore di oggi 2/2/2015: Doppio sostegno per pagare l’affitto


By Andrea - Posted on 02 February 2015

A tutela degli affitti arriva, anche per quest’anno, il finanziamento del fondo per la morosità incolpevole. Dopo che il ministro per le Infrastrutture Maurizio Lupi ha firmato il 22 gennaio il decreto di riparto tra le regioni dei 100 milioni di finanziamenti previsti per il 2015, si attende ora solo il visto della Corte dei conti e la pubblicazione sulla «Gazzetta Ufficiale» per assegnare le risorse prima alle Regioni e poi ai Comuni.
Nel frattempo, dopo la pubblicazione sulla «Gazzetta» del 20 gennaio del decreto, può essere distribuita sempre tra le Regioni la seconda tranche dei fondi stanziati per il 2014: si tratta di 15,73 milioni di euro che si aggiungono ai 20 già ripartiti. Sono premiate le regioni che già hanno attivato misure di sostegno alle famiglie sfrattate.
Il fondo per la morosità incolpevole, che opera solo nei Comuni ad alta tensione abitativa, è stato istituito con il decreto legge 102/2013 (comma 5, articolo6) con una dotazione iniziale di 20 milioni per ognuno degli anni 2014 e 2015. Il piano casa Renzi lo ha incrementato di 12,73 milioni per il 2015 (portandolo quindi nel complesso a 32,73) e prevedendo nuovi stanziamenti tra il 2016 e il 2020 per un ammontare totale di 190 milioni di euro.
Questi fondi devono aiutare gli inquilini che non sono più in grado di pagare l’affitto a causa della perdita o della riduzione del reddito dovuta a licenziamento, riduzione dell’orario di lavoro, messa in cassa integrazione, mancato rinnovo di contratti a termine, cessazione per causa di forza maggiore di attività lavorativa autonoma, ma anche per infortunio o decesso di un componente della famiglia che concorreva al reddito del nucleo.
In definitiva, l’obiettivo è di limitare il numero di sfratti di chi ha smesso di pagare l’affitto non per volontà propria: è diventato moroso, ma senza colpa.
Il decreto del ministero delle infrastrutture e trasporti del 14 maggio 2014 ha stabilito i criteri di massima per l’erogazione dei contributi del fondo. Questi costituiscono la cornice entro cui devono assumere le decisioni Regioni e Comuni; questi ultimi sono incaricati della gestione delle risorse e ad essi deve rivolgersi chi ha bisogno.
Per evitare l’esecuzione degli sfratti, per i quali c’è già stata la citazione per la convalida, i Comuni possono impiegare fino a 8mila euro per famiglia. Il contributo viene concesso se il proprietario dell’abitazione è disponibile a differire l’esecuzione dello sfratto oppure a stipulare un nuovo contratto di locazione a canone concordato; può essere utilizzato anche per il versamento del deposito cauzionale. L’agevolazione è riservata alle famiglie con un reddito Ise (indicatore situazione economica) fino a 35mila euro oppure un Isee (Ise corretto con dimensione familiare) entro i 26mila.
Lo sfratto deve riguardare abitazioni che non siano di lusso o classificate come ville e palazzi storici.
Un aiuto agli inquilini arriva anche dal fondo per il pagamento dei canoni di locazione, con il quale viene erogato un contributo monetario agli inquilini nei casi in cui l’affitto assorbe più del 14 o del 24% del reddito (la percentuale dipende dal livello del reddito). La Conferenza Stato-Regioni, nella seduta dello scorso 21 gennaio, ha dato il via libera al riparto dei 100 milioni di euro stanziati a questo fine per il 2015., che saranno distribuiti ai Comuni ai quali bisogna rivolgersi.
R.Lu.

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