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Banca Etruria, il denaro e gli immobili


By Andrea - Posted on 30 December 2015

Lo scandalo della Banca Etruria mi da lo spunto per aprire una discussione: ma il denaro cos’è? Un mio associato scomparso un decennio fa mi disse che secondo lui il denaro era carta e che era meglio avere pietre. Ora, nel 2016, preferirebbe sempre le pietre al denaro?
Proviamo a rispondere a questa domanda.
Gli immobili nell’ultimo decennio hanno subito una tassazione progressiva delirante. Si è passati dall’ISI (Imposta straordinaria sugli immobili – ciò che in Italia è straordinario diventa poi ordinario), per poi passare all’ICI, poi all’IMU-Tasi, poi… solo nel 2016, e anche grazie alla lotta che l’UPPI ha portato avanti, si è riusciti ad eliminare la tassazione sulla prima casa. La tassazione sulle locazioni ha subito una battuta d’arresto con l’introduzione della cedolare secca a partire dal 2011. Le agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni ed il risparmio energetico hanno contribuito senz’altro a smuovere il mercato dell’edilizia (comparto fondamentale dell’economia del nostro paese), ed a scovare il lavoro sommerso e ad aumentare le basi imponibili delle imprese. Quest’ultime, manovre, indubbiamente sono pienamente condivisibili.
Il denaro risparmiato e confluito nelle banche com’e’ stato gestito? Le banche, ora, investono fino ad un certo punto nei finanziamenti alle imprese, ma investono a loro volta in titoli, e quando si accorgono che hanno investito in titoli sbagliati cosa succede? Non è che vengono girati ai propri clienti-risparmiatori? No, no, assolutamente no!! Dal 1/1/2016 chi ha in una banca più di 100.000 euro rischia l’eccedenza: nel caso in cui la banca fallisca, prima vengono azzerate il valore delle azioni detenute, poi tocca agli obbligazionisti ed infine anche ai correntisti per la cifra che eccede i 100.000 euro. Dieci anni fa era impensabile una cosa del genere. Che cosa si sta preparando? Cosa sta succedendo? Qualcuno ha (giustamente) affermato che solamente i soldi spesi, non te li possono “fregare”.
Nella lotta tra acquisto di un BTP oppure investire nel mattone per la locazione, negli ultimi anni, da quando cioè la tassazione immobiliare è andata alle stelle, poteva vincere per qualche anno il BPT, ma ora con l’eliminazione della tassa sulla prima casa, con i tassi attivi così bassi (addirittura si parla di tassi negativi), a mio avviso si potrebbe cominciare a pensare di acquistare un immobile da adibire a propria abitazione (anche con la nuova forma del leasing) oppure anche da destinare alla locazione, potrebbe in effetti essere il momento giusto. Se non si dispone della cifra per un acquisto, almeno pensiamo di mantenere in efficienza la nostra casa. Gli interventi di manutenzione straordinaria, di coibentazione per il risparmio energetico, di installazione di impianto fotovoltaico con accumulo, possono essere degli esempi di investimento alternativo ai BTP o, addirittura, alle azioni. In definitiva la soluzione corretta è comunque avere un giusto equilibrio tra liquidità ed immobilizzazioni.
Pensaci piccolo proprietario, può essere il momento giusto!
Andrea Casarini
(Segretario Nazionale)

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