You are hereCOMUNICATI STAMPA / ANNO 2018 / L’U.P.P.I. mette in mora il MIT, Ministero Infrastrutture e Trasporti, Direzione Generale per le Politiche Abitative, chiedendo che venga redatto l’elenco dei comuni nei quali, tra il 2009 ed il 2014, è stato dichiarato lo stato di emergenza.

L’U.P.P.I. mette in mora il MIT, Ministero Infrastrutture e Trasporti, Direzione Generale per le Politiche Abitative, chiedendo che venga redatto l’elenco dei comuni nei quali, tra il 2009 ed il 2014, è stato dichiarato lo stato di emergenza.


By Andrea - Posted on 27 September 2018

Comunicato stampa su elenco COMUNI calamitati per applicazione cedolare secca al 10%

Una vera e propria messa in mora del MIT, Direzione Generale per le Politiche Abitative, da parte dell’U.P.P.I. in relazione alla elencazione dei c.d. comuni calamitati. Ciò al fine di stendere la mappa del territorio nazionale sul quale sia applicabile la cedolare secca per le locazioni abitative con contratti convenzionati con l’aliquota del 10%.
La Direzione messa in mora, infatti, avrebbe dovuto aggiornare l’elenco dei comuni ad alta tensione abitativa nei quali è prevista l’applicazione della cedolare secca agevolata, già nel giugno 2014. Nonostante le diverse diffide, sempre da parte dell’U.P.P.I., la Direzione non vi ha ancora provveduto.
L’ultima mail della Direzione in risposta al sollecito, risale al 12/10/15 (all. 1) con la laconica comunicazione che era in corso di costituzione il tavolo di concertazione con le Regioni.
Nel frattempo, con il tradizionale “fai da te”, a fronte della sostanziale inerzia delle competenti autorità, le varie associazioni interessate si sono attivate in sede locale per reperire l’elenco dei comuni.
La mancanza della individuazione degli stessi, infatti, impediva l’applicazione del conveniente sistema fiscale di cedolare secca al 10% sulle locazioni abitative.
Così per esempio, il coordinamento delle sedi U.P.P.I. del Friuli Venezia Giulia, aveva richiesto ed ottenuto già nel novembre del 2014 (all. 2) l’elenco dei comuni c.d. calamitati. Nell’occasione si era scoperto che gran parte del territorio regionale rientrava nella possibilità di applicazione del beneficio fiscale di cedolare secca al 10%: tutti i 51 Comuni della Provincia di Pordenone, 47 Comuni della Provincia di Udine, 12 Comuni della Provincia di Gorizia (all. 3). Trieste ha una situazione marginale atteso che, oltre al capoluogo che è ad alta tensione abitativa, vi sono 6 Comuni.
A quel punto, tuttavia, restava il dubbio se, le Agenzie delle Entrate, avrebbero accettato quelle elencazioni che non erano state individuate dal Ministero.
Nel caso, per quanto riguarda l’indicata Regione, si era interpellata l’Agenzia la quale aveva sostanzialmente avvallato l’iniziativa riconoscendo quella elencazione come legittima (all. 4).
Tale situazione ha determinato una sostanziale ignoranza di moltissimi contribuenti ed anche delle associazioni interessate, circa la possibilità di poter ottenere quel beneficio fiscale con un evidente danno rispetto ai diritti del contribuente.
La questione si è ulteriormente evidenziata a seguito della entrate in vigore del DM 16/01/17 che ha previsto l’attestazione dei contratti al fine di poter godere della cedolare secca nella percentuale ridotta al 10%.
Di questi argomenti e, più in generale delle modalità di attuazione della attestazione dei contratti locativi, si parlerà in occasione della prossima riunione del direttivo UPPI in Roma il 10 ottobre 18.
La stessa conseguirà alla manifestazione pubblica del coordinamento della piccola proprietà immobiliare che si terrà presso la sala convegni dell’Hotel Nazionale di Piazza Montecitorio in Roma.

Ladislao Kowalski
Coordinatore CSG UPPI

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