You are hereCOMUNICATO STAMPA CONGIUNTO CON FEDERPROPRIETA'

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO CON FEDERPROPRIETA'


By Andrea - Posted on 12 December 2019

FEDERPROPRIETA’: un grave danno economico ed occupazionale la mancata proroga della cedolare secca per i negozi. Preoccupa l’ipotesi dell’aumento di IMU-Tasi

La manovra di bilancio va avanti a colpi di annunci poi smentiti, incertezze, dubbi. “Troppo spesso in questi mesi, osserva il presidente di Federproprietà Massimo Anderson a nome Coordinamento unitario dei proprietari immobiliari (Federproprietà, Uppi, Confappi,Movimento difesa della casa) gli orientamenti del governo hanno fatto sobbalzare i proprietari di case per il pericolo di nuove tasse che passerebbe anche dall’unificazione dell’Imu-Tasi consentendo ai Comuni di aumentare le aliquote alla cedolare secca. E dietro l’angolo c’è sempre lo spauracchio di un’ennesima patrimoniale per mettere in ordine i conti dello Stato”.
La mancata proroga della cedolare secca per le attività commerciali e l’estensione a tutti gli usi diversi dall’abitazione, nonostante gli emendamenti dei gruppi di Lega, Fi e Fratelli d’Italia, osserva Anderson - anche a nome del Coordinamento unitario dei proprietari immobiliari - costituisce un duro colpo per il settore già in gravi difficoltà per la crisi economica ed occupazionale
“Sulla casa si stanno concentrando solo tasse e balzelli mentre Federproprietà ha presentato in Senato, e nel corso di convegni che risalgono al luglio 2016, alcune proposte riguardanti l’estensione della cedolare secca al 10% per i contratti ad uso abitazione su tutto il territorio nazionale, con particolare riferimento ai Comuni colpiti da calamità naturali. Chiedeva la conferma della cedolare secca al 21 % per le locazioni commerciali e l’estensione a tutti gli usi diversi dall’abitazione; l’estensione dei contratti concordati anche ad uso diverso dall’abitazione, la riduzione della tassazione sulle seconde case fuori dal luogo di residenza, utilizzate per abitazione personale; il mantenimento dell’invarianza del gettito IMU-Tasi per evitare che nell’accorpamento delle due imposte sia determinata un’aliquota ai massimi livelli per ciascuna di esse.
“E’ sbagliato, conclude Anderson anche a nome di Bruyere e Rezzonico, pensare di risanare i conti pubblici colpendo sempre case e negozi, senza tener conto che i loro proprietari sono buoni contribuenti versando già allo Stato e ai Comuni circa 50 miliardi di euro l’anno che non vengono investiti per un piano casa per le fasce deboli”.

Roma, 11/12/2019

AddThis